L’ULTIMA PARTITA

Ariadne – Teatro “A” lavora alla nuova messa in scena di L’ULTIMA PARTITA, spettacolo multidisciplinare scritto e diretto da Valeria Freiberg, sostenuto dalla Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico “Spettacolo dal vivo – Annualità 2026”.
Al centro c’è Fabio, un ex campione travolto da uno scandalo mediatico e rispedito nella città d’origine ad allenare una squadra femminile liceale. Pensa di dover insegnare a giocare. Scopre presto che il problema è un altro: costruire una squadra in un mondo nel quale ciascuno è stato educato a considerarsi un progetto individuale.
Le ragazze hanno talento, carattere, desideri, paure e una certa allergia all’idea di sacrificarsi per il gruppo. Non sono ancora una squadra e non hanno nessuna intenzione di diventarlo per compiacere l’allenatore. È da questo conflitto, molto più che dalla cronaca sportiva, che prende forma lo spettacolo.
L’ULTIMA PARTITA parla di successo, responsabilità, fallimento, appartenenza e riscatto. Ma non intende spiegare nulla. A teatro le idee funzionano meglio quando smettono di fare le idee e diventano azioni, corpi, errori, resistenze, scontri.
Per questo la pallavolo non sarà una metafora ornamentale. Sarà pallavolo! Il gesto atletico entrerà in relazione con la parola, il movimento, la musica, i contributi video e la composizione dello spazio.
La sfida è portare sulla scena temi e linguaggi che il teatro italiano frequenta ancora poco, forse per prudenza, forse per abitudine. Lo sport femminile, l’adolescenza contemporanea, la cultura della prestazione, la reputazione costruita e distrutta sui social, il difficile passaggio dall’io al noi: materiali che appartengono pienamente al nostro tempo e che chiedono una forma teatrale altrettanto inquieta.
Gli allievi entrano in partita
La produzione si intreccerà con l’avvio del Dipartimento di Recitazione dell’Accademia Europea di Danza.
Il nostro desiderio è semplice: evitare che gli allievi studino il teatro come si studia un animale impagliato.
Vogliamo che possano incontrarlo mentre accade: durante le prove, nelle esitazioni, nelle scelte sbagliate, nei tagli, nei cambiamenti di regia, nella fatica degli attori e nel lavoro spesso invisibile che tiene insieme una produzione.
Alcuni di loro potranno partecipare ad attività di affiancamento e tirocinio, entrando in contatto con la vita quotidiana dello spettacolo: non saranno chiamati a guardare da lontano un risultato già confezionato, ma ad avvicinarsi a un processo ancora aperto. In fondo, il problema degli allievi e quello delle ragazze di L’ULTIMA PARTITA coincidono: imparare a stare dentro un gruppo senza scomparire, trovare la propria voce senza trasformarla in un assolo permanente. Il teatro, come la pallavolo, non è un’arte solitaria. Anche quando qualcuno insiste a comportarsi come se lo fosse.
