“Il dialogo”, un progetto che unisce formazione, ricerca letteraria e performance

Non si tratta di una semplice messa in scena, né di un corso di teatro tradizionale. La natura ibrida del progetto risiede nella sua struttura multiforme che intreccia la ricerca scenica, la multidisciplinarietà e la scrittura condivisa. Il percorso attraversa confini fluidi: parte come laboratorio per attori, si trasforma in indagine letteraria e approda infine a una performance pubblica (spettacolo pop-up), mescolando il rigore della ricerca laboratoriale della formazione con l’interpretazione teatrale.

“Il dialogo vive oggi un paradosso stridente: la parola non è mai stata così accessibile, eppure mai così spesso priva di destinatario – dichiara la direttrice artistica Valeria Freiberg -. L’accelerazione della vita quotidiana ha trasformato ciò che esige tempo (ascoltare, comprendere, riflettere) in un lusso apparentemente insostenibile. Con questo progetto vogliamo dimostrare che mostrarsi vulnerabili è un atto di forza e che la capacità di stare tra gli altri non ha nulla di spontaneo: richiede un atto deliberato di volontà”.

Il progetto si articola in tre movimenti, ognuno dei quali affronta il tema da un’angolatura diversa (scenica, interiore, relazionale):

Un’indagine fisica e tecnica sul dialogo in scena. Qui si decostruisce l’idea che il dialogo sia un semplice scambio di battute. “Il dialogo non è l’alternanza di due voci” sottolinea Freiberg. “È lo spazio che si crea tra loro. È il momento in cui il senso smette di appartenere a uno solo e diventa condiviso”.

Attraverso le opere di Salinger, Faulkner e Shakespeare, questo workshop lavora sulla tensione tra impossibilità e necessità di comunicare. Definito come “pratiche dell’in mezzo”, utilizza la narrazione e pratiche contemplative per indagare quella “frattura” dove la parola perde la sua misura umana.

La fase conclusiva apre il progetto alla città. Attraverso una call di scrittura, si invitano le persone a inviare lettere a un “Ex” (inteso come partner, amico, città o ideale). Queste testimonianze diventeranno la drammaturgia di uno spettacolo pop-up, trasformando il vissuto privato in un’occasione di ascolto condiviso.

Valeria Freiberg ribadisce l’obiettivo ultimo di questo road trip performativo: “Il dialogo, in fondo, è una costruzione personale: un esercizio di presenza, una disciplina della relazione. Il nostro obiettivo è riattivare il ‘tra’, quello spazio vivo in cui la parola torna ad avere autentica risonanza e l’ascolto diventa pratica concreta”.