Le origini

La storia di Ariadne – Teatro “A” comincia nel 1969, a Catania, sul palcoscenico del Teatro Angelo Musco. È lì che la Compagnia Sociale di Arnaldo Ninchi presenta il suo primo spettacolo, “O di uno o di nessuno” di Luigi Pirandello, e avvia un percorso destinato ad attraversare più di cinquant’anni di teatro.

Fin dall’inizio, la Compagnia si misura con il grande repertorio drammaturgico, mantenendo una forte vocazione itinerante e portando i propri spettacoli davanti a pubblici diversi, in Italia e all’estero.

Negli anni Settanta il suo cammino si intreccia con quello di importanti registi e interpreti della scena italiana, tra cui Giorgio Albertazzi, Karlsen e Dal Pozzolo. Sono anni di intensa attività, nei quali la Compagnia consolida il proprio rapporto con il teatro di prosa e con una tradizione fondata sulla centralità dell’attore e del testo.

Negli anni Ottanta arrivano le collaborazioni con il Festival Teatrale di Agrigento e con il Teatro Puccini di Firenze. Pirandello, Eschilo e Shakespeare diventano alcuni dei principali riferimenti di un repertorio che continua a confrontarsi con i classici senza considerarli materia immobile, ma opere da riportare ogni volta nel presente della scena.

Durante gli anni Novanta Roma diventa il centro principale dell’attività. La Compagnia porta Goldoni al Teatro Eliseo, Aldo De Benedetti al Teatro Sala Umberto, D’Annunzio e Molière al Teatro Valle, attraversando alcuni dei luoghi più significativi della vita teatrale della città.

Nel tempo cambia anche il nome: dalla Compagnia Sociale di Arnaldo Ninchi a Teatro Italiano, fino alla costituzione, nel 2004, dell’Associazione Culturale Ariadne. Le trasformazioni organizzative non interrompono però la continuità del percorso artistico, che rimane legato alla produzione teatrale, alla ricerca sul repertorio e all’incontro con il pubblico.

Negli anni Duemila l’attività assume una dimensione ancora più internazionale, con un ciclo di conferenze a Seul, in Corea del Sud, e con rappresentazioni dedicate a Pirandello negli Stati Uniti e in Belgio.

Nel 2012 Arnaldo Ninchi affida la direzione artistica della Compagnia a Valeria Freiberg. Da questo passaggio prende avvio una nuova fase della sua storia: non una rottura con il passato, ma la prosecuzione di un’esperienza teatrale capace di trasformarsi, accogliere nuovi linguaggi e misurarsi con il proprio tempo.